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Marocco città imperiali, castelli di terra e oasi del sud von Bravin, Alessandra (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 12.06.2014
  • Verlag: POLARIS
eBook (ePUB)
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Marocco

Dalle città imperiali di Fès, Meknès, Rabat e Marrakech alle oasi del Sud del Marocco: una guida completa che affronta percorsi che si snodano in tutto il paese. Una particolare attenzione è dedicata al Sud: una regione con millenni di storia, poco conosciuta, ma mai tagliata fuori dagli avvenimenti che hanno segnato l'evoluzione di questo Paese. Le tracce del passato sono a volte tenui, a volte monumentali o, altre volte ancora, preziose e fragili. Tutte hanno in comune il fatto che non si lasciano facilmente trovare, l'asfalto scorre vicino e le ignora, nessuna indicazione vi aiuta. Rendere visibili le tracce di quel passato sedimentato nel paesaggio, è l'ambizioso obiettivo di questa guida. Per molti anni l'autrice è venuta in Marocco senza né carta né guida, avendo il privilegio di disporre di molto tempo e perciò senza fissare un programma di viaggio, tralasciando magari di vedere, a volte, importanti monumenti storici, ma concedendosi il lusso di inseguire i miraggi immaginari dietro una duna e di farsi accompagnare per mano da un bambino nel labirinto di una medina. Una guida ricca di itinerari, carte, percorsi inediti su piste particolari indicate da precisi punti GPS, molte immagini e disegni. Una ricca storiografia e molti box con racconti di esperienze personali, curiose e utili, completano il testo. Alessandra Bravin è laureata in Scienze Politiche e in Storia. Vive e lavora da molti anni a Marrakech dove ha fondato con il marito l'agenzia di viaggi Cobratours. E' specialista di arte rupestre sahariana e ha partecipato a missioni archeologiche in Marocco e in Sudan. E' autrice per Polaris delle guide 'Marrakech e dintorni: il fascino della città rossa' e 'Marocco: città imperiali, castelli di terra e oasi del Sud' e per L'Harmattan di Parigi del volume 'Les gravures rupestres libyco-berbères de la région de Tiznit'.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: watermark
    Seitenzahl: 384
    Erscheinungsdatum: 12.06.2014
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9788860591203
    Verlag: POLARIS
    Größe: 8167 kBytes
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Marocco

1.1 Storia

Preistoria

200.000 a.C. Resti umani risalenti al Paleolitico sono stati trovati nella costa atlantica assieme a strumenti in pietra; il più; noto è l'uomo di Sidi Abd er Rahman, rinvenuto presso Casablanca.

50.000-30.000 a.C. Un Homo Sapiens arcaico visse nella regione orientale del Marocco. Verso la fine del periodo, la civiltà fu più; complessa, come testimoniano alcuni utensili: raschiatoi, grattatoi, punte con peduncolo. I resti sono stati trovati soprattutto nella Grotte des Contrebandiers, vicino a Rabat.

14.000-8.000 a.C. Verso l'VIII millennio a.C. si concluse una civiltà cominciata almeno sei millenni prima, la civiltà iberomaurusiana, sviluppatasi soprattutto lungo le coste maghrebine, mentre nel Sud non ve n'è traccia probabilmente a causa dell'aridità. Gli Iberomaurusiani, affini all'Uomo di Cro-Magnon e anch'essi probabilmente di origine orientale, furono cacciatori e raccoglitori, vissero in grotte o costruirono ripari leggeri; non furono solo nomadi, ma conobbero lunghi periodi di vita sedentaria, ebbero un forte senso se non della famiglia almeno della solidarietà di gruppo (prestavano cure alle persone incapaci di procurarsi da sé la propria sopravvivenza), e seppellirono i propri morti, colorati o ornati con l'ocra, in veri monumenti funerari. Se la spiritualità fu certamente sviluppata, le manifestazioni artistiche restano scarsissime: solo qualche placchetta con incisioni e rare statuine di terracotta. Non li si può; includere fra gli antenati degli artisti dei siti rupestri.

8.000-5.000 a.C. La civiltà successiva, la civiltà capsiana (dal nome di un sito archeologico in Tunisia, Gafsa, l'antica Capsa) si sviluppò; per oltre tre millenni, occupò; vaste regioni del Nordafrica e del Maghreb centrale, e fu caratterizzata da un tipo umano più; "recente", di origine orientale, considerato l'antenato del tipo mediterraneo che popola oggi l'Africa del Nord. Ciò; significa che il sostrato umano più; antico, da considerare come gli antenati dei Berberi attuali, sono proprio i Capsiani. I siti archeologici riferibili a questa cultura hanno un aspetto caratteristico: sono quasi tutti costituiti da enormi ammassi di resti di lumache ( escargotières ), mescolati a cenere (resti di focolare) ed a molte ossa, indicatori della dieta alimentare. I Capsiani, infatti, furono anch'essi cacciatori e raccoglitori con periodi di sedentarietà e praticarono una caccia selettiva. La preda più; frequente era un grande mammifero, l'antilope bubala, che può; misurare 140 cm al garrese e pesare fino a 200 chili. Altre prede frequenti erano il grande bue selvaggio e il muflone. Questo tipo di caccia richiedeva attività complesse e difficili che implicavano la collaborazione e la solidarietà di tutto il gruppo. I Capsiani furono sicuramente la prima cultura ad avere una ricca dimensione artistica, confermata dalla grande quantità di frammenti di uova di struzzo con incisioni di tipo geometrico: zig-zag, linee parallele e punti. Alcune placchette di roccia recano invece figure di animali, e numerose sono le statuine in pietra. È interessante notare come sin dall'inizio l'arte ha un contenuto animalistico, come avverrà poi per le incisioni che ornano le rocce dell'Atlante algerino, dell'Anti Atlante marocchino e del Sahara.

6.000-2.000 a.C. – Il Neolitico . Con questo termine si intende il passaggio da un'economia di predazione ad un'economia di produzione, ovvero da un modo di vivere basato sulla caccia e sulla raccolta di piante spontanee ad un altro basato sull'alleva

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