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Il testamento biologico: le problematiche giuridiche connesse con il rifiuto delle cure Una panoramica tra Stati Uniti e Italia von Marisi, Flavia (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 15.07.2008
  • Verlag: GRIN Publishing
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Il testamento biologico: le problematiche giuridiche connesse con il rifiuto delle cure

Nel corso dellultimo secolo la medicina ha compiuto enormi progressi, che hanno condotto ad un innalzamento della durata della vita media degli abitanti nei paesi occidentali. Questo, a sua volta, fa sì che un numero sempre maggiore di pazienti anziani si rivolga agli ospedali per cure e trattamenti medici. Anche la chirurgia ha avuto un fortissimo sviluppo, il che ha avuto come conseguenza il fatto che sempre più persone vengano ricoverate in ospedali e cliniche specializzate per essere sottoposte a interventi chirurgici. Da ciò discende inevitabilmente che in un numero sempre più elevato di casi si debbano prendere decisioni di importanza capitale per la sopravvivenza dei pazienti ricoverati in ospedale. Possono essere incluse tra le decisioni di questo tipo quelle che concernono limpiego di trattamenti definiti `salva-vita, come ad esempio la defibrillazione, la ventilazione meccanica, le trasfusioni, lalimentazione e lidratazione forzate attraverso sonde naso-gastriche. Il rapporto di fiducia tra medico e paziente costituisce il fondamento indispensabile su cui basare la condivisione dei processi decisionali: ad essi devono appunto partecipare sia il paziente, come titolare del diritto di operare scelte in merito alla propria salute, che il medico, alla cui scienza e coscienza è demandata la tutela della salute del paziente a lui affidato. [...] Essay aus dem Jahr 2008 im Fachbereich Jura - Sonstiges, Note: keine, -, 53 Quellen im Literaturverzeichnis, Sprache: Italienisch null

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: none
    Seitenzahl: 126
    Erscheinungsdatum: 15.07.2008
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9783640104505
    Verlag: GRIN Publishing
    Serie: Akademische Schriftenreihe Bd.V112400
    Größe: 334kBytes
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Il testamento biologico: le problematiche giuridiche connesse con il rifiuto delle cure

Introduzione

Nel corso dell'ultimo secolo la medicina ha compiuto enormi progressi, che hanno condotto ad un innalzamento della durata della vita media degli abitanti nei paesi occidentali. Questo, a sua volta, fa sì che un numero sempre maggiore di pazienti anziani si rivolga agli ospedali per cure e trattamenti medici.

Anche la chirurgia ha avuto un fortissimo sviluppo, il che ha avuto come conseguenza il fatto che sempre più persone vengano ricoverate in ospedali e cliniche specializzate per essere sottoposte a interventi chirurgici.

Da ciò discende inevitabilmente che in un numero sempre più elevato di casi si debbano prendere decisioni di importanza capitale per la sopravvivenza dei pazienti ricoverati in ospedale. Possono essere incluse tra le decisioni di questo tipo quelle che concernono l'impiego di trattamenti definiti "salva-vita", come ad esempio la defibrillazione, la ventilazione meccanica, le trasfusioni, l'alimentazione e l'idratazione forzate attraverso sonde naso-gastriche.

Il rapporto di fiducia tra medico e paziente costituisce il fondamento indispensabile su cui basare la condivisione dei processi decisionali: ad essi devono appunto partecipare sia il paziente, come titolare del diritto di operare scelte in merito alla propria salute, che il medico, alla cui scienza e coscienza è demandata la tutela della salute del paziente a lui affidato.

Può accadere, però, che medico e paziente vedano una stessa situazione da punti di vista differenti; ad esempio, il medico, cui la deontologia impone di preservare la vita del paziente, può essere favorevole all'impiego di determinati trattamenti salva-vita, anche se non sono terapeutici né leniscono il dolore, mentre il paziente può essere contrario all'utilizzo di mezzi che abbassano ulteriormente la qualità della sua vita [1] e si limitano a posporre il momento della morte. In questo caso, alle volontà di chi deve essere data concreta attuazione?

Il problema è di notevole importanza per il singolo e per l'intera società, come dimostra il fatto che sempre più spesso vengano aditi i tribunali per dirimere la questione: in effetti, i ruoli sociali che più spesso si confrontano con queste tematiche sono quelli del paziente, del medico e del giudice.

Il fatto che tali cause vengano dichiarate ammissibili, e a volte proseguite fin oltre la vita degli attori, dimostra che vi è un diffuso interesse della collettività a far chiarezza sull'argomento.

In effetti negli Stati Uniti, paese nel quale prima che in altri si è sviluppata una casistica al riguardo, i principi giuridici a cui far riferimento appaiono, almeno ad un primo esame, alquanto contraddittori, e anche in Italia il quadro è piuttosto articolato, come dimostra già il fatto che la Costituzione garantisce la libertà di cura, ma il codice civile vieta gli atti di disposizione del proprio corpo.

I temi della vita e della salute non sono dunque qualificabili come temi strettamente personali, ma possono essere definiti personali e sociali insieme; in effetti le sentenze dei tribunali sia statunitensi che italiani evidenziano come le valutazioni compiute dai giudici siano fondate su un'interpretazione della legge che muove dalla sensibilità e dai principi condivisi dalla maggioranza della comunità di riferimento.

Personali e sociali insieme sono anche i costi relativi all'applicazione di questo tipo di trattamenti: energie fisiche e psichiche, tempo e denaro non sono risorse illimitate, ed è corretto porsi il quesito se sia giusto impiegare rilevanti quantità di tali risorse in casi caratterizzati da scarsissime o nulle possibilità di guarigione e/o recupero, privandone altri familiari o altri appartenenti alla comunità.

In ogni caso, negli Stati U

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