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...e furono detti briganti antologia di letture e lettere. von Nicoletta, Antonio (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 13.08.2012
  • Verlag: BookBaby
eBook (ePUB)
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...e furono detti briganti

Con questo libro è la prima volta che viene proposta un'antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d'Italia durante e dopo l'unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: none
    Seitenzahl: 384
    Erscheinungsdatum: 13.08.2012
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9781623097042
    Verlag: BookBaby
    Größe: 558kBytes
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...e furono detti briganti

Tra Storia e Mito

FILIPPO CHIAPPISI
Tra storia e mito

FILIPPO CHIAPPISI

Tempo addietro un alto personaggio pubblico, in una dichiarazione dal tono sentenzioso ebbe ad affermare "La storia non si riscrive" . Un'espressione che mi ha colpito, vorrei dire quasi ferito, perché segno inequivocabile di una cultura deformata e deformante frutto di un sociologismo che, anche nelle sue implicazioni storico-politiche, ha condizionato pesantemente e negativamente il pensiero italiano negli ultimi tempi, come riflesso dell'onda lunga delle "verità di Stato" imposte nei paesi di quello che fu il cosiddetto "socialismo reale", dove la parola "revisioni-smo" era sinonimo di antistato e, per quanti ne venivano riconosciuti "colpevoli" c'erano il gulag o la rieducazione coatta in istituti psichiatrici.

Espressioni concrete di questa pseudo cultura ne abbiamo registrate fino a poco tempo fa allorché squallidi personaggi, dalla nomea di ''Libertari'' organizzavano sistematici picchettaggi all'Università "La Sapienza" per impedire di tenere le sue lezioni ad uno dei massimi storici del Novecento, Renzo De Felice, additato alla pubblica esecrazione perché revisionista.

Fernand Braudel, che pure apprezzava Carlo Marx per la concezione di ampio respiro che questi ebbe della storia, scrisse al riguardo: " le colpe dei sociologi sono di studiare unicamente il tempo presente come se il presente fosse una realtà. E' una realtà fugace e c'è nel presente una massa enorme di passato. Ma la storia tradizionale ha considerato spesso avvenimenti e personaggi senza inquadrarli nel tempo in cui si son svolti" . Riferendosi a Filippo III, da lui studiato in modo analitico ed approfondito, egli disse anche che " guardare un uomo del XVI secolo con gli occhi del nostro tempo è un'operazione assolutamente pericolosa" . Ed all'obiezione che, in tal modo, la storia risulterebbe un enigma senza risposta, egli replicò; che "in verità se si arriva alle conclusioni di storico con troppa rapidità e con troppa forza, quel che si ritiene probabile lo si presenta come certo e quel che è certo lo si presenta senz'altro come verità, con il rischio di deformare il messaggio della storia". "Per me - scrisse Braudel - la discussione non è mai terminata e non c'è alcun libro che non verrà di nuovo riscritto" .

L'enigma trova perciò; una risposta se essa viene offerta a livelli diversi e Braudel cita, a mo' di esempio, la battaglia di Lepanto: il primo livello è quello del luogo in cui si svolge la battaglia, che è quello degli eterni conflitti fra l'Est e l'Ovest; il secondo è che la guerra contro gli infedeli, la Crociata o la Jihad tra l'Islam e la Cristianità, rappresenta la guerra degli anni difficili: quando tutto va bene non ci si batte tra cristiani e musulmani, sicché dopo il 1570/75, quando la situazione del mondo si ristabilisce, allora per i cristiani arrivano le guerre di religione in Francia, in Germania e nei Paesi Bassi e i musulmani vanno a combattere contro gli iraniani. Il terzo livello, infine, è quello che viene definito con un francesismo, degli aspetti evenemenziali, che attengono alle circostanze della battaglia, alle strategie, alle forze in campo agli elementi anche accidentali che ne hanno condizionato lo svolgimento e ne hanno determinato l'esito concreto.

A queste valutazioni del Braudel sono da accostare le analisi compiute da uno studioso dell'Università del Wisconsin, Carl A. Rubino che

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