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Revisione della storia dell'Unità d'Italia von Marco, Carmine De (eBook)

  • Erscheinungsdatum: 28.10.2011
  • Verlag: BookBaby
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Revisione della storia dell'Unità d'Italia

Tutto ciò che avremmo dovuto sapere sul Risorgimento e sull'Unità d'Italia e che ci hanno tenuto nascosto dal 1861 ad oggi.

Produktinformationen

    Format: ePUB
    Kopierschutz: none
    Seitenzahl: 517
    Erscheinungsdatum: 28.10.2011
    Sprache: Italienisch
    ISBN: 9781618424853
    Verlag: BookBaby
    Größe: 3466kBytes
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Revisione della storia dell'Unità d'Italia

1. STORIA DEL PIEMONTE

Nell'Italia romana non esisteva una regione corrispondente all'attuale Piemonte. Quelle terre erano abitate dai Liguri, dai Galli Cisalpini, dai Salassi e dai Taurini. Seguirono il destino del resto d'Italia sotto Odoacre, i Goti, i Bizantini e i Longobardi. I Franchi si resero padroni dei principali valichi alpini mentre si costituivano vari ducati longobardi. Fin verso il 1000 predominò; il marchesato di Ivrea. A partire da questa data troviamo una straordinaria molteplicità di domini: conti di Savoia, marchesi di Saluzzo, di Ceva, del Monferrato, ecc. sempre in lotta tra loro. La prevalenza fu dapprima del marchesato del Monferrato, poi si affermò; il dominio di Carlo d'Angiò;, infine prevalsero i comuni di Asti ed i Savoia, mentre i Visconti cominciarono ad estendere il loro potere su Novara, Vercelli e Alessandria. Nel 1418 compare il titolo di principe di Piemonte, dato da Amedeo VIII a suo figlio. Dal 1529 al 1748 il Piemonte continuò; ad essere diviso in piccolissimi domini. Con il trattato di Aquisgrana del 1748 il Piemonte assunse una configurazione territoriale simile a quella odierna sotto i Savoia. UTPiemonte-notizie storiche

1.1. Piemonte matrice della nuova Italia

L'uso da parte di Mack Smith della parola matrice, da mater , lascia intendere la creazione, la generazione.

Noi sappiamo, invece, che il Piemonte non ha mai avuto a che fare con la creazione, con la generazione dell'Italia.

Solo interessi di conquista territoriale ed interessi dinastici caratterizzarono tutte le vicende che portarono il Piemonte ad ingrandire il suo dominio, inglobando territori e popolazioni degli altri Stati italiani. L'altro interesse, o, per meglio dire, necessità, era risolvere la gravissima crisi finanziaria che l'affliggeva.

La politica del Piemonte, come quella di tutti i piccoli Stati di origine feudale, era sempre stata rivolta all'ingrandimento territoriale attraverso la conquista militare oppure offrendo come moneta di scambio le sue milizie mercenarie.

I piemontesi si schieravano con chi potesse dare loro vantaggi in cambio di aiuto militare, sempre pronti a cambiare bandiera, anche nel corso di una guerra. Non esisteva in Piemonte il sentimento di nazionalità italiana anzi non esisteva un sentimento di appartenenza.

1.2. Savoia, dinastia di mercenari

Umberto Biancamano, mitico fondatore della dinastia, fu tra i fautori della successione dell'imperatore Corrado II il Salico; in cambio ottenne la contea di Moriana.

Oddone, figlio di Umberto, sposò; Adelaide erede del marchese di Torino e venne a dominare su un vasto territorio in Piemonte. Per questo territorio la dinastia combatté, perdendolo e riacquistandolo, nel corso di molti anni; poi, per eredità, acquisì la contea eponima della Savoia.

Amedeo V mise le sue truppe al servizio dei cavalieri gerosolimitani.

Amedeo VI, il Conte verde , combatté a fianco di Galeazzo II Visconti per ottenere terre nel canavese. Passando a combattere contro i Visconti fece guadagni di terre a spese del marchese di Saluzzo. Morì durante la spedizione a Napoli a fianco di Luigi I d'Angiò;.

Il figlio, Amedeo VII, il Conte rosso , combatté in Francia a favore di Carlo VII contro fiamminghi e inglesi.

Amedeo VIII partecipò; alla coalizione antiviscontea. Uscì dalla coalizione in cambio di Vercelli. Nelle lotte tra Francia e Spagna, inizialmente i Savoia parteggiavano per la Spagna. Emanuele Filiberto e Carlo Emanuele I spostarono le proprie truppe quasi senza interruzione tra le due potenze.

Vittorio Amedeo II, muovendosi , come i suoi avi, tra francesi

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