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Il 'modus digressivus' nella Divina Commedia von Corsi, Sergio (eBook)

  • Verlag: Digitalia
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Il 'modus digressivus' nella Divina Commedia

Original study on the usefulness of the digressivus, one of the modi tractandi in Dante's Commedia, seen as a calculated, challenging, and significant feature of the text. This book shows how well integrated the digressions are into Dante's discourse, both from rhetorical (dispositio and elocutio) and poetical (themes and fabula) points of view. "The subject is most welcome."-Marianne Shapiro, Italica. "Professor Corsi has earned the congratulations of all students of these perennially fascinating texts."-Steven Botterill, Romanische Forschungen.

Produktinformationen

    Format: PDF
    Kopierschutz: AdobeDRM
    Seitenzahl: 213
    Sprache: Spanisch
    ISBN: 9780916379469
    Verlag: Digitalia
    Größe: 7163kBytes
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Il 'modus digressivus' nella Divina Commedia

Introduzione (p. 1)

L` Epïstula Cani è uno dei testi più studiati di ermeneutica médiévale, non tutte le sue parti hanno ricevuto, tuttavia, uguale attenzione critica o, ancor meno, una spiegazione soddisfacente. Un précise esempio è il passo seguente, in cui Dante, la cui paternité di questo documente essenziale per l`esegesi del poema è ormai acquisita alla critica moderna,1 présenta una concisa definizione délia forma o modus tractandi:

Forma sive modus tractandi est poeticus, fictivus, descriptivus, digressivus, transumptivus, et cum hoc diffinitivus, divisivus, probativus, improbativus, et exemplorum positivus. È una formula précisa, certo non gratuita, di un` autoesegesi che ha le sue radici nella tradizione dell` accessus ad auctores: un metodo di interpretazione che unisce schemi logici e tecniche rctoriche, in un sistema ben codificato per un`analisi di testi poetici che tenga présente non solo il contenuto, ma anche la forma sive modus di trattarlo.

Verso la meta del secolo XI, la terminologia dell`accessus usata da Mario Vittorino e da Boezio cède il passo a termini aristotelici. Leggiamo nelPEpisfu/a: Sex igitur sunt que in principio cuiusque doctrinalis operis inquirenda sunt, videlicet subiectum, agens, forma, finis, libri titulus, et genus phylosophie (XIII vi 18).

Per l`esegeta moderno, che voglia inscrire la Commedia nella tradizione retorico-poetica, assume particolare significato, fra i sex inquirenda, l`"ordo," divenuto poi causa formalis, o "forma tractatus et tractandi."

Curtius ha rintracciato la tradizione di questi "modi" e, studiandone la formula, li definisce corne un numéro perfetto, con cinque termini ripresi dalla retorica e cinque dalla filosofia scolastica. Sorprende corne questi strumenti esegetici presentati nell`accessus déll`Epistula non siano stati verificati ed utilizzati dalla critica, specie se si pensa che il poeta "accedeva" ad una materia da lui creata seconde i criteri stessi dell`accessus.

Sono davvero utili, questi modi, nell`esegesi délia Commedia? Fino ad oggi la demanda non è stata posta ed è ovvio che una risposta puô essere possibile solo dopo précise analisi al riguardo. Il présente studio si propone di offrire una sua risposta a questa demanda, risposta che è il risultato di una documentata e lunga ricerca.

Invece di studiare tutti questi modi e la loro interrelazione nel discorso poetico dantesco -tema troppo vasto per i nostri assunti-, ho scelto corne soggetto uno di questi, il modus digressivus, sottolineandone, ad /ocum, certi rapport! con gli altri modi.

Varie sono le ragioni di questa scelta. Prima di tutto c`è il fatto che non esiste uno studio su questa tecnica délia digressio (mentre si registrano, ad esempio, studi sulla transumptio, lafictio ed altri modi, corne il descriptivus e quelle exemp/orum positiuus).

Sono brevissime, e si limitano a registrarne l`uso, le due voci "digredire" e "digressione (disgressione)", verbo e sostantivo, curate da Salsano per l`Encic/opedia dantesca, che per motivi di chiarezza riteniamo opportune citare per intero:

"Digredire": "Allontanarsi da un punto di riferimento, uscire di strada", nell`unica attestazione di Par. XXIX 127 Ma perché siam digressi assai, ritorci/ îi occhi, esprime, seconda l`accezione più comune délia "digressione," l`allontanamento dal soggetto del discorso: nella fattispecie, la natura degli angeli.

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